21/04/2026 – Aprile, studio di progettazione, provincia italiana qualsiasi. Arriva una PEC dalla stazione appaltante: documentazione in formato IFC, modello informativo conforme al capitolato, piano di gestione informativa allegato. Il titolare guarda lo schermo. Ha sentito parlare di obbligo BIM per mesi, forse anni, e ha rimandato. Adesso il 2026 è qui.

La scena si ripete in centinaia di studi, e quasi tutti reagiscono nello stesso modo, sbagliato: cercano la scorciatoia per la compliance. Un corso rapido, un software, qualcuno da assumere che “sappia il BIM”, come se fosse una casella da spuntare.

Il problema è che il BIM non è una casella, è un linguaggio. E il 2026 è l’anno in cui scopriamo che il legislatore ha cambiato le regole del gioco mentre i giocatori stavano an…Continua a leggere su Edilportale.com]]>